LO STUDIO DI SE STESSI E DELLE PROPRIE RADICI

Da metà novembre fino alle vacanze natalizie, iniziamo a entrare nel progetto vero e proprio.
Aiutiamo i ragazzi a tracciare le linee guida del nostro lavoro a livello concettuale che girerà intorno alle domande:
– Chi siamo
– Con chi viviamo
– Dove viviamo
Ognuna di queste domande viene approfondita dai ragazzi con molte altre domande.
Una volta steso il lavoro a grandi linee iniziamo a lavorare su come si svolge una registrazione sonora, i suoi limiti e i suoi punti di forza, gli errori da non fare e le cose da prendere in considerazione.
I ragazzi stendono le domande per fare un’intervista a se stessi
Qui di seguito ne trovate un bozzetto
1 Come ti chiami?
2 Come ti chiami in lingua madre
3 Quanti anni hai?
4 Perché vieni a scuola alla Romanino?
5 Da dove vieni originariamente?
3 In che quartiere vivi?
6 Che cosa ti piace del tuo quartiere?
7 Che cosa non ti piace del tuo quartiere?
8 Frequenti il quartiere in cui abiti?
se sì raccontaci come?
9 Come immagini il tuo quartiere fra 10 anni?
8 cosa fai nel tuo tempo libero?
9 Di che religione sei?
10 Vai spesso in chiesa/tempio/moschea?
11 Dove si trova la tua chiesa/tempio/moschea?
12 Qual è il tuo piatto preferito?
13 Come si chiamano i tuoi genitori?
14 Da dove vengono?
15 Di che religione sono?
16 Hai Fratelli e sorelle?quanti, Come si chiamano e quanti anni hanno
17 Quante lingue sai? E quali?
18 Come vedi il tuo futuro?
19 Quando ti sei trasferito in Italia o nella zona di Via Milano?
20 Dove hai vissuto prima?
21 Che suoni senti in casa di solito?
22 dove vorresti vivere quando sarai grande?

E finalmente iniziamo il lavoro di campo: usiamo un microfono direzionale, un registratore zoom h4 e un’asta. Dividiamo i ragazzi in gruppi e ognuno di loro contribuisce alla registrazione dei vari pezzi.
Abbiamo un tecnico del suono, un microfonista, una persona che tiene l’asta, un intervistatore, il ragazzo del ciak e un assistente di direzione.
Le registrazioni a livello tecnico e di contenuti sono un po’ così così ma poco a poco stiamo conoscendo i ragazzi e stiamo mostrandogli l’importanza del lavoro che stiamo facendo.

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